La Francia propone all’ONU la depenalizzazione dell’omosessualità. In altre parole, chiede che al mondo una persona non possa più essere incarcerata, picchiata o messa a morte (in 19 Paesi al mondo questa è la pena) per avere seguito le proprie inclinazioni sessuali (o per avere peccato, come preferite).
Prende quindi la parola un uomo che si qualifica come Osservatore all’ONU della Santa Sede, carica la cui presenza ed esistenza sono già sufficienti a rendermi perplesso. E la sua dichiarazione è: siamo contrari. In altre parole, continuate a imprigionarli, picchiarli, ucciderli.
Sono lontani i tempi in cui ho frequentato il catechismo e ammetto di non avere mai primeggiato in quella materia, soprattutto perché lo frequentavano bambine troppo carine che mi distraevano: tuttavia, mi pare di ricordare che, quando ad essere perseguitati erano i cristiani, se la fossero presa a male. Si vede che i tempi, e soprattutto i giudizi, cambiano.
E, fin qui, per quanto in leggero disaccordo (una sfumatura di disapprovazione del tipo ma quanto siete teste di cazzo?) non mi sembra di potere attaccare sul piano logico la posizione dell’ alto –altissimo- prelato.
Tuttavia, il certificato rappresentante dell’interpretazione della parola di Dio presso l’ONU sente il dovere di giustificare la propria posizione. Strano, credevo che il vecchio caro perché l’ha detto Dio, vuoi vedere l’sms che mi ha mandato? fosse ancora la migliore argomentazione possibile per chi si prende la briga di sostenere simili posizioni.
E qui –seguite bene- parte il seguente ragionamento: “non vogliamo che si creino nuove e più implacabili discriminazioni, per esempio mettendo alla gogna gli Stati che non riconoscono i matrimoni fra persone dello stesso sesso.” (E’ virgolettato perché testuale.)
Non so voi: io l’ho dovuto rileggere tre volte: la prima perché francamente non avevo capito, la seconda per vedere se davvero avevo capito, la terza per crederci, che l’avesse detto davvero.
La teoria propugnata dal seguace di Cristo di carriera è, se davvero l’ho capita e se potete crederci: se li tiriamo giù dalla forca, questi poi ci chiedono di farli sposare: ma vi pare? Quindi, date un calcio a quello sgabello e facciamola finita. Ah, aspettate, che prima lo confesso.
Un altro passo avanti delle gerachie ecclesiastiche verso il comune sentire, verso la sensibilità di una popolazione civile e democratica, e soprattutto verso -tutto sommato- la predicazione di Gesù Cristo.
Poi, quando noi laici troviamo inopportuna l’ostensione di un crocefisso in un’aula scolastica o di giustizia, chiedeteci perché.