Apprendo dalle notizie di cronaca di questi giorni relative alla scomparsa di Emanuela Orlandi -vicenda a proposito della quale, essendo garantista, non faccio commenti, a costo di farmi sanguinare la lingua a furia di mordermela- un fatto che non so quanto mi diverta o quanto mi spaventi, ognuno giudichi per sé.
Il boss della banda della Magliana (l'avete visto, no, Romanzo Criminale? No? Male, è un gran bel film) Renatino De Pedis è sepolto nella basilica di S. Apollinare a Roma. Dentro la basilica, come un alto prelato.
(leggete qui)
Se penso che è stata negata la messa a Piergiorgio Welby...
Poi dice che stai a ffà l'anticlericale.
-Che buon profumo, che hai addosso. Come si chiama?
-Doccia. Dovresti provarlo.
Daniele Luttazzi, Bollito misto con mostarda.
(Ancora lui; colpa mia, se è un genio?)
Michele, il mio gemello malvagio, nel senso che parlando ad un numero finito di destinatari dei suoi sms non si cura di essere politically correct, mi invia questa tirata dal sapore estivo.
Come sempre, pubblico senza sottoscrivere (ma confessando di essermi divertito).
(Vedi post precedente, seguente, insomma quello qui sotto)
"Mettere Berlusconi a capo del Governo
è come chiedere al tuo gatto
di sorvegliarti il tuo tramezzino al tonno."
Daniele Luttazzi
Edi Pinatto, il giudice che impiegò otto anni a depositare le motivazioni di una sentenza di condanna contro i boss del clan camorristico Madonia, causandone la liberazione, è stato espulso dalla magistratura con un provvedimento della sezione disciplinare del CSM.
E' suo diritto fare ricorso contro questo provvedimento.
"Salve, devo depositare un ricorso."
"Lei è?"
"Edi Pinatto."
"Metta lì, vaschetta rossa."
"Ma qui c'è scritto 2016!"
"E' quando ce ne occuperemo. Si goda la disoccupazione."
Thelma (oppure Louise, non le distinguo mai), una delle mie dua tartarughe, si è fatta trovare un paio di volte negli ultimi giorni col becco impastato di qualcosa di molle e viscido. Non siamo riusciti a capire di cosa si trattasse.
Poi ieri l'abbiamo sorpresa a divorare di gusto una lumaca, di quelle rosse che infestano il nostro orto.
Ve l'immaginate il drammatico inseguimento narrato stile Animal Planet?
"Ecco che il predatore scatta, la lumaca se n'è accorta e striscia velocissima per mettersi in salvo, ma non c'è scampo, ormai la tartaruga guadagna terreno, è a dieci centimetri, nella prossima mezzora potrebbe essere a portata di becco..."
Appassionante, la vita fra i monti, eh?
Questo film non ti parla della camorra, a dire il vero neppure la nomina. Semplicemente, te la fa respirare, fino a che non ti senti soffocare.
Giudizio: andateci, ma di sabato sera, in modo da mettere almeno 36 ore fra voi e l'apertura dell'ambasciata di un qualsiasi altro paese civile (tipo: il Botswana), presso il quale vorrete chiedere asilo politico subito dopo usciti dal cinema.
(come direbbe Woody Allen se fosse nato lombardo.) *** Tutto ciò che ho detto, sentito dire, scritto e letto e che mi ha causato una qualsiasi forma di sorriso. By Xantro. *** (N.B. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità, poiché sono pigro. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7/3/2001, che peraltro non conosco.)