Lo avrete notato, non rifuggo dalla polemica, per metterla così; direi anzi che mi ci trovo spesso a mio agio.
Quando si ha questo tipo di atteggiamento, se non si vuole finire in una zuffa molto presto, occorre sapere accettare e ascoltare dal proprio interlocutore qualsiasi tipo di risposta.
E va bene.
Però, cazzo, non proprio TUTTE le risposte. Credo di averne individuate tre tipologie che ho deciso di non accettare più.
1) E allora i bambini che muoiono di fame?
Questa è una variante (particolarmente odiosa) di una serie di risposte che spostano il problema. Tu parli di una cosa, il tuo interlocutore non nega né controbatte, semplicemente sposta la tua attenzione a qualcosa di più grave. Tu stai dicendo che parcheggiare in seconda fila è male e uno ti risponde che la fame nel mondo, allora? E i politici corrotti? E perché nessuno fa niente per la delinquenza?
E tu, lì, arranchi; si, beh, per carità, grave anche quello. Ma…
…ma, o cretino, cosa c’entra?
Chiaro che, salvo poche eccezioni (tipo la puzza del sigaro del mio avvocato), non ci sono drammi che non siano superabili da un dramma peggiore.
Ma i problemi non si elidono a vicenda, anzi tendono a sommarsi; quindi, questo tipo di repliche non controbatte in realtà nulla, semplicemente sono un tentativo si spostare l’attenzione.
Sostengo che i furgoni in città inquinano: mi ribattono che inquina di più il riscaldamento della abitazioni.
Suggerisco che gli statali vanno ancora in pensione troppo presto; controbattono che i parlamentari sono in pensione dopo pochi anni.
Ventilo l’ipotesi che in Africa ci siano troppe morti per Aids; mi mettono a tacere dicendo che ne uccidono di più la malaria e la dissenteria.
Insomma, il problema, qui, non è mai quello di cui parlo io!
Però, cazzo, i furgoni inquinano, gli statali si accomodano in pensione troppo presto e gli africani muoiono, e tu mi hai rotto i maroni; se vuoi parlare di una altro argomento mettiti in coda, per ora siamo su questo, e la tua non è un’obiezione.
2) Intanto D’Alema ha la barca.
Nell’improbabile ipotesi che io stia dichiarandomi d’accordo con un punto di vista espresso dall’onorevole D’Alema, sappiate in anticipo che non sto beatificandolo, proponendolo come esempio di virtù, deificandolo: semplicemente, sono d’accordo con una cosa che ha detto, e se poi spazza il mediterraneo con una portaerei, beh, non me ne può fregare di meno, sono ancora d’accordo con lui (ripeto, se succedesse).
Altri esempi:
Intanto Bertinotti veste cachemire.
Intanto te che sei vegetariano calzi scarpe di pelle.
Intanto quelli che parlano di evasione fiscale delle imprese se gli chiedono se vogliono la fattura dicono di no se gli fai risparmiare l’Iva.
Per carità, la coerenza è un valore: ma non dovrebbe essere una scusa per invalidare ogni discussione. Se Bertinotti dice che gli operai guadagnano troppo poco, ha ragione (o meno) qualsiasi cosa indossi, qualsiasi cifra guadagni, qualsiasi uso faccia dei soldi che legalmente ha guadagnato.
Se vogliamo, è una variante del punto precedente, un tentativo di spostare l’attenzione: non a un diverso problema, ma al valore della coerenza improvvisamente –e in maniera più che sospetta- assurto a valore dei valori.
L’assunto diventa che può dire la sua opinione solo chi porti quell’opinione a un livello di coerenza fra la santità e la perfezione divina; solo allora si sarà disposti ad accettare quel punto do vista, nella certezza che nessuno ci arriverà mai.
Così, D’Alema che parla di operai ha la barca, mi rispondono ammiccando. E io replico che il pauperismo come valore non è una delle convinzioni mai espresse D’Alema; che semmai è (o dovrebbe essere) un valore cristiano, visto che in una stalla ci è nato Cristo e non Carlo Marx (il quale doveva essere all’opposto piuttosto benestante, perché fare il filosofo non è un’occupazione a cui si dedichino nel tempo libero i minatori alla fine del turno di lavoro); che però a nessuna messa ho mai visto respingere una persona perché ha la barca; che D’Alema può spararsi i suoi soldi in un arricciabaffi di platino, se vuole, basta che li abbia guadagnati senza sfruttare lavoratori mediante le storture del sistema capitalistico.
Per come la vedo io, un ecologista non deve essere un asceta, una persona che chiede equità fiscale può anche avere risparmiato l’Iva, per dire una cosa con cui si può essere d’accordo non occorre essere sovrumani.
Vi dirò, che secondo me anche Ghandi ogni tanto cazziava la mamma se i suoi due chicchi di riso non erano cotti a dovere, e può darsi che abbia schiacciato più di una zanzara in vita sua; però, sulla protesta non violenta non ha detto cazzate, mi pare.
3) D’altra parte è sempre stato così e sempre sarà così.
Ecco, di tutte le repliche subdole, questa è quella che davvero mi fa perdere il lume della ragione.
Ma allora che cazzo stiamo parlando a fare?
Voglio dire, se devo prendere per buona l’obiezione che un problema c’è sempre stato, allora qual è il problema di cui mi posso occupare? Qualcosa che non c’è mai stato? O un problema dell’ultima settimana?
E comunque, se la cosa di cui stiamo parlando fosse anche una questione così antica che in Siberia hanno trovato un mammut congelato che se ne stava occupando, cosa vuol dire che sarà sempre così? Ragionando in questo modo godremmo ancora della schiavitù, dei benefici del vaiolo, magari degli attacchi delle tigri dei denti a sciabola, perché no?
Oppure, ammettiamo che le cose possono cambiare; e che –soprattutto- potete impegnarvi a rispondermi qualcosa di più intelligente. Guardate, per venirvi incontro accetto anche uscite tipo mago Forrest:
“Sì, ma te lo sai che il quadrato costruito sull’ipotenusa è uguale per superficie ai quadrati costruiti sui cateti? Eh? Lo sai?”
“Sì, ma che c’entra?”
“Nulla, era per sottolineare che non sono mica un pirla, io.”
Davvero, è un’obiezione che vi farebbe fare miglior figura ai miei occhi.
Quindi, in definitiva: sappiate che se volete discutere con me non accetterò come valida obiezione nessuna variante dei tre gretti espedienti verbali (leggi: stronzate) di cui sopra.
O vi impegnate un tantino di più, per darmi torto, oppure mi date ragione su tutto; che, se siete arrivati a quest’ultima riga, è un bel risparmio di tempo, ne converrete.
Cercasi adesioni alla campagna: non ogni risposta è accettabile.
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PBM, due punti su tre non è male, trattandosi di lui.
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Lascar, ma senza lasciarsi coinvolgere.
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F, almeno mi pare.
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Iorek lo arruolo e basta, tanto a chi interessa davvero la sua opinione?
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Locusta, "ma difatti!".